PRIMA PAGINA
  Informazioni
  Prima Pagina
  Lo Statuto
  I Soci
  Agenda
  Contatti
   
  Area Ricerca
  Polivocalità nissene
  La pietà popolare
  La pregiera nella tradizione
   
 
  Area Conservazione
  Immagini nel tempo
  Videoteca
   
 
  Area Divulgazione
  Passio Domini
  Stabat Mater
  In-Formare
  Settimana Santa
 
 

Speciale - Ravenna Festival 2012

 
 


Concerto delle Fraternità
RAI1 - Giovedì 26 luglio ore: 23:35


 
   
 

Photogallery 9 giugno 2012

La Via Dolorosa

Chiesa S. Francesco d'Assisi

 
  Photogallery 12 luglio 2012

Concerto delle Fraternità

Palazzo Mauro De' Andrè

 
     
     
  Rassegne stampe 26 luglio 2012  
     
 

Confessioni religiose, repertori e ispirazioni di vario genere riuniti nel Concerto delle FraternitÓ diretto da Riccardo Muti con grande successo negli ultimi giorni del Festival
di Patrizia Luppi

Il Corriere Musicale

 
     
 

Il concerto delle fraternità diretto da Muti per Ravenna Festival giovedì su Rai Uno

Ravennanotizie.it mercoledì 25 luglio 2012

Giovedì 26 luglio alle ore 23.35 Rai Uno trasmetterà il Concerto delle Fraternità che Riccardo Muti ha diretto lo scorso 12 luglio riassumendo e chiudendo idealmente la XXIII edizione di Ravenna Festival nel segno del tema monastico e delle confraternite, della riflessione sulla vocazione alla preghiera, al silenzio, alla meditazione, al grido, alla ricerca del significato ultimo della fede di cui si nutre il mistero di ogni credo.

Si potranno rivivere le emozioni di questo incontro di voci e di tradizioni musicali fino al sublime bis dell'Ave Verum Corpus di Mozart in cui il maestro Muti ha raccolto intorno a se i quasi trecento protagonisti in un abbraccio corale fraterno: i giovani dell'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e della Giovanile Italiana, i cori della Stagione Armonica e del Friuli Venezia Giulia (diretti da Sergio Balestracci), il mezzosoprano moscovita Ekaterina Gubanova, la suora nepalese Ani Choying Drolma, il Coro della Fraternità di San Carlo Borromeo, il Coro Ortodosso Maschile di Mosca, il Coro serbo bizantino 'Moisey Petrovich' di Belgrado, i lamentatori siciliani di Mussomeli e di Marianopoli e i lama tibetani del monastero di Drepung Loseling.

Le riprese del concerto vero e proprio si sovrapporranno alle immagini della solenne cerimonia del mandala che i lama tibetani hanno celebrato all'interno della Biblioteca Classense, antica abbazia camaldolese da cui parte l'altra traccia visiva incentrata sull'iconografia Romualdina in un percorso da Ravenna all'Eremo di Camaldoli, un dialogo 'musicale' legato dalle tessere musive bizantine testimonianza indelebile di una Città tornata, nell'occasione, crocevia di popoli tra Oriente e Occidente.


 
 

Muti, Concerto delle Fraternità: il Dalai Lama benedice 270 artisti

In quattromila al PalaDeAndrè hanno applaudito il maestro, due orchestre e sette cori da tutto il mondo

Il Messaggero

RAVENNA - Riccardo Muti ci ha messo il talento, il carisma e l’ispirazione, in questo caso dettata da una sincera adesione alla causa della pace. L’orchestra giovanile Luigi Cherubini e l’Orchestra giovanile italiana, con i cori della Stagione Armonica e del Friuli Venezia Giulia, ci hanno messo la capacità di essere all’altezza del loro direttore. E Haydn, Brahms e Mozart hanno dato all’evento materia inestimabile su cui poggiare.

Il Concerto delle Fraternità, culmine del programma del Ravenna Festival 2012, ha però convogliato al PaladeAndrè, traboccante di spettatori, tante altre voci, quelle delle comunità monastiche di tutto il mondo che sono affluite nella città romagnola per testimoniare la Nobilissima visione scelta come tema della rassegna. Attorno a Muti e ai suoi ensemble si sono infatti schierati ed esibiti i monaci tibetani del monastero Drepung Loseling; la suora buddista Ani Choying Drolma; il Coro maschile ortodosso di Mosca; il Coro serbo bizantino Moisey Petrovich; i Lamentatori siciliani di Marianopoli e Mussomeli.

Se il maestro, le sue orchestre e i suoi cori, nel bianco e nero dei loro abiti di prammatica, erano l’immagine della musica occidentale, anzi, europea, gli altri gruppi, Lamentatori compresi, hanno offerto alla pace le loro radici antiche, scoperte, sostanzialmente non complesse, legate al trasporto o alla meditazione del canto ascetico e religioso.

La bellezza, e i tanti significati dell’avvenimento (che verrà trasmesso da Raiuno il 26 luglio), li ha sintetizzati Muti al momento di offrire alla platea un pezzo sublime e inarrivabile come l’Ave Verum Corpus di Mozart. Sostanzialmente il maestro, dopo aver ascoltato con rispetto ogni esibizione, ha riunito nella divinità espressa da Mozart il senso della ricerca umana del trascendente. Eseguito una prima volta il brano, con soavità e una vena di struggimento sottile, lo ha poi ripetuto facendovi partecipare le voci esotiche cooptate per la serata. La parola fratellanza trovava allora anche un senso estetico preciso, più concreto dei fatti perché fatto esso stesso.

L’universalità del linguaggio musicale ha avvicinato e chiamato al pensiero i 270 artisti coinvolti, il pubblico in sala e coloro che hanno ascoltato il concerto in diretta su RadioTre. Ogni tessera ha trovato un senso nel grande mosaico: il messaggio filmato che il Dalai Lama ha inviato al Festival; il Te Deum di Haydn con la sua carica rigorosa ma autentica di riconoscenza nei confronti del Creatore; la Rapsodia per contralto (solista Ekaterina Gubanova) e il corrusco Canto del Destino di Brahms; l’inno del Megali Paraskevi dei monaci serbi così come le modulazioni ipnotiche della suora in giallo e amaranto.

Ma i quattromila presenti, e tra loro, c’è da crederlo, anche Jetsun Pema, sorella minore del Dalai Lama (ha donato al maestro una lunga sciarpa di seta bianca in segno di ringraziamento) si sono certo resi conto di come la felicità artistica trovi la sua completezza nella musica «nostra», capace di arrivare ai cuori con una semplicità che nasconde però formazione, maturità, articolazione. Una musica grande, che segna e rapisce. Alla quale hanno tutti, a lungo, applaudito.

 
 

Roma, 25 lug. (TMNews) - Approda su Rai1 sotto la direzione del Maestro Riccardo Muti, il 'Concerto delle fraternità, in onda giovedì 26 luglio alle 23.55. A tenere le fila dell'evento ci sarà Riccardo Muti, sul podio delle migliori realtà orchestrali giovanili del nostro Paese: la 'Cherubini', unita all'Orchestra Giovanile Italiana insieme al coro della Stagione Armonica e a quello del Friuli Venezia Giulia.

Il programma si aprirà con il 'Te deum' di Haydn, seguito da due intense composizioni di Brahms, la 'Rapsodia' per contralto (Ekaterina Gubanova), coro maschile e orchestra e lo 'Schicksalslied' (Canto del destino) per coro e orchestra, e in chiusura il celeberrimo mottetto 'Ave Verum Corpus' per coro, archi e organo di Mozart. Al più classico dei repertori occidentali, affidato al Maestro Muti e alla tradizione gregoriana a cui attinge il 'Memorare' cistercense intonato dal Coro della Fraternità di San Carlo Borromeo, si intrecceranno poi le arcane e plurimillenarie espressioni rituali del canto multifonico dei lama tibetani del monastero di Drepung Loseling, destinato ad "invocare le forze del bene" e l'ipnotico mantra, del 'Buddha della compassione', intonato dalla voce incantatoria della suora nepalese Ani Choying Drolma.

Ma anche le vibranti profondità sonore della tradizione cristiana ortodossa fatte rivivere dal Coro Maschile Ortodosso di Mosca e dal Coro serbo bizantino 'Moisey Petrovich' di Belgrado. Infine, la tinta aspra e profondamente evocativa della liturgia popolare riassunta nella arcaica complessità del tessuto polifonico dei lamentatori siciliani: quelli di Mussomeli e quelli di Marianopoli, già apprezzati nel concerto d'apertura di questo festival.

 
     
 

Comunicato stampa del 13 luglio 2012

 
 

Le lamentazioni della Sicilia al Ravenna Festival

Grande apprezzamento del pubblico per le lamentazione e i riti della Settimana Santa.
A rappresentare la Sicilia al concerto delle fraternità diretto dal maestro Riccardo Muti i lamentatori di Marianopoli e della Memento Domini di Mussomeli che per 10 minuti hanno catalizzato l'attenzione del pubblico generando stupore ed emozioni al suono della tromba e all'esecuzione dei propri canti.
E' stata una emozione indescrivibile riuscire ad avere, nel più assoluto silenzio, l'attenzione di circa 4000 persone paganti che nell'accostamento dei canti dei diversi cori internazionali hanno ascoltato l'inserimento delle nostre lamentazioni. Ancora una volta si conferma la preziosità artistico musicale e culturale che l'Associazione Memento Domini vuole conservare e far conoscere attraverso queste occasioni non di solo spettacolo, ma di grande impatto emotivo che trascende allo spirituale.
Grande apprezzamento del maestro Muti, della moglie Cristina e del direttore artistico per la riuscita della serata, che hanno confermato che il nostro ritorno a Ravenna è stato voluto anche dal pubblico che già dal primo concerto è rimasto colpito dalle nostre sonorità.
Una giornata intensa per le prove generali che si sono protratte nel pomeriggio per la messa a punto sia dei tempi televisivi sia dell'amplificazione delle nostre voci per riuscire a dare al pubblico l'effetto ricercato dagli autori. E' stata una giornata piena di emozioni iniziata purtroppo con la comunicazione della scomparsa di Calogero Scannella Presidente storico della confraternita SS. Sacramento di S.Giovanni Battista in cui il Gruppo della Memento Domini svolge la funzione liturgica delle lamentazioni per i venerdì di quaresima e l'accompagnamento della Addolorata il Venerdì Santo.
La notizia ci ha sconvolto per il legame affetivo che ci ha legati in questi 18 anni di attività, ma soprattutto per l'amore che "u zi Caluzzu" dimostrava continuamente nei confronti del gruppo e del canto. Avevamo dedicato già questo evento a mons. Naro e ancora di più ci siamo impegnati in onore di quanti, come u zi Caluzzu hanno creduto in noi e alla nostra capacità di interpretare questo canto nel Mistero della Passione come espressione della Pietà popolare di Mussomeli.

Grande plauso anche dai cori serbo e russo e di mons. Mogavero Vescovo di Mazara del Vallo che al corrente della nostra presenza ci ha fatto gli auguri prima del concerto incontrandoci in sala. Grande estimatore dell'opera artistica e culturale legata alla pietà popolare, mons. Mogavero, ci ha conosciuti attraverso la nostra partecipazione al convegno Signum Crucis organizzato dal suo museo diocesano.

La partecipazione insieme all'Ave Verum, eseguito come sigillo che tutto si completa con il sacrificio di Cristo, non solo nell'aspetto cruento, ma anche e soprattutto nell'aspetto di donarsi a noi per amore, ha chiuso il concerto della Fraternità che verrà trasmesso su rai uno in seconda serata domenica 22 luglio pv.

 
     
 

Comunicato stampa del 11 luglio 2012

 
 

La "Memento Domini" al concerto delle fraternità

Tutto pronto per il grande evento che si appresta a vivere il gruppo lamentatori della Memento Domini
Pronto il programma di sala del teatro Mauro de Andrè in cui i lamenti di Mussomeli saranno ascoltati e diretti dal maestro Muti all’interno del concerto delle fraternità nell’ambito della XXIII edizione Internazionale del Ravenna Festival
Per raggiungere Ravenna ed essere puntuali alle prove il gruppo partirà alle 3 del mattino verso Catania, dove insieme agli amici lamenta tori di Marianopoli,si imbarcheranno verso Rimini.
Le prove generali con il maestro Muti fissati per 11:00, mentre l’inizio del concerto è previsto per le 21:00
Riuscire a portare fuori Mussomeli le nostre tradizioni, il nostro canto, in un contesto che non snaturi i valori intrinseci dei lamenti, ma anzi fa eco ad un insieme culturale che apprezza e vuole capire e conoscere queste espressività della pietà popolare, ci riempie di gioia e ci gratifica del lavopro fatto da tutti i membri dell’associazione per conservare, curare e diffondere in questo modo questo canto.
E’ vero non siamo in chiesa, siamo in un teatro, ma l’atmosfera che creerà la direzione del maestro Muti con il Te Deum in do maggiore per coro e orchestra di Haydn la Rapsodia per contralto, Coro maschile e orchestra op. 53 di Johannes Brahms e l’Ave Verum Corpus, mottetto in re maggiore per coro archi e organo Kv 618 di Wolfgang Amadeus Mozart è la ricetta che noi stessi abbiamo già sperimentato con l’Ave Verum insieme alla filarmonica e al coro diretti dal nostro maestro Vincenzo Barcellona.
Una ricetta che piace perché coinvolge e suggestiona nel profondo del cuore.
Un grazie a Enzo e Lorenzo Mancuso che impegnati in Francia saranno insieme a noi con il cuore.

 
     
 

Comunicato stampa del 3 luglio 2012

 
 

La "Memento Domini" diretta dal maestro Riccardo Muti

Il gruppo lamentatori della Memento Domini fortemente rivoluti al Ravenna Festival dal direttore Riccardo Muti.
Il prossimo 12 luglio i lamenti di Mussomeli saranno ascoltati dalla platea del Palazzo Mauro de Andrè all'interno del "Concerto delle Fraternità" diretto dal maestro Muti e ripreso da Rai Uno.
Il concerto delle fraternità è un grande momento di raccoglimento.  E' Un inno alla fraternità in cui la preghiera, la meditazione, la vocazione al silenzio e alla
ricerca del significato ultimo della fede,  si fondono e intrecciano l’indicibile spiritualità che l’uomo esprime nell’arte e nella ricerca del valore della sua esistenza. 
Insieme ai giovani musicisti dell'orchestra Giovanile Luigi Cherubini, dell'orchestra Giovanile Italiana Stagione Armonica, al Coro del Friuli Venezia Giulia, alle comunità monastiche, la Memento Domini, come espressione del canto polivocale confraternale, levarà la propria voce nell’estasi visionaria – e virtuale – di pareti trasparenti anelanti al cielo.
Il concerto verrà ripreso e trasmesso da Rai Uno giorno 22 luglio.

Dopo la meravigliosa esperienza del 9 giugno u.s con "la via dolorosa" ritornare al Ravenna Festival è veramente un
onore, soprattutto per il contesto per cui si sta realizzando.
La passione per le nostre lamentazioni e l'impegno costante profuso in tutti questi anni di attività ha prodotto questa occasione non solo per l'Associazione,
ma per tutto il paese di Mussomeli. Occasione per far conoscere i nostri canti, le nostre tradizioni, le nostre feste e soprattutto il nostro territorio ricco di arte e cultura.
Sono grato a tutti gli amici dell'Associazione e a quanti ci hanno sostenuto e continuano a sostenere le nostre iniziative: dai vari convegni sulla pietà popolare, alle rappresentazioni fatte negli anni, all'Ave Verum come momento di preparazione alla Settimana Santa.
Nella certezza che daremo il nostro massimo per poter far pregare quanti ci ascoltano, tutti i componenti partecipanti al Ravenna Festival (Giuseppe Lo Conte, Giuseppe Misuraca, Giuseppe Amico, Michele Piazza, Giovanni Gagliano, Enzo Mancuso, Vito Cicero, Giuseppe Navarra, Carmelo Belfiore) desiderano dedicare questo evento a memoria di Mons. Cataldo Naro che ha fortemente voluto dare
all'Associazione il nome "Memento Domini" delineandone lo scopo nella ricerca  di attività atte a ricordarci del Signore.

 
     
  La Via Dolorosa - XXIII Edizione Ravenna Festival 2012  
   
     
 

Comunicato stampa del 4 giugno 2012

 
 

La Memento Domini alla XXIII edizione del Ravenna Festival

Sabato 9 giugno il gruppo dei lamentatori dell’ Associazione Culturale  “Memento Domini”  porteranno le melodie dei lamenti della Settimana Santa di Mussomeli alla XXIII edizione internazionale del Ravenna Festival nell’ambito dell’evento “La via Dolorosa” presso la Basilica di S. Francesco.
Il Ravenna Festival 2012 ha aperto venerdì 27 aprile, al Palazzo Mauro De André, con una straordinaria anteprima: Riccardo Muti e la ‘sua’ Chicago Symphony Orchestra, e vedrà opere, concerti ed eventi fino a novembre 2012.
Nell’ambito degli eventi speciali si inseriscono i canti della passione della nostra Sicilia con un accostamento di suoni e melodie prodotte insieme con i Fratelli Mancuso e il gruppo di  lamentatori di Marianopoli.
E’ un evento importante per la nostra Associazione, ormai riconosciuta di interesse nazionale per la salvaguardia delle tradizioni popolari, ed ancora una volta si ha la possibilità di far conoscere questo nostro “canto ad accordo” tipico della polivocalità sacra popolare colta del nostro territorio. E’ anche l’occasione per trasmettere, con la nostra interpretazione, quei suoni che vengono dall’anima e si trasformano in preghiera.
Una preghiera che in questo momento racchiude anche nei nostri cuori il territorio emiliano per le sofferenze dovute al sisma, nell’augurio di avere e ritrovare  la forza per ricominciare. Su questa terra purtroppo la “Via Dolorosa” è forse il mezzo migliore per  conoscere Cristo perché ci  ricorda in modo chiaro e diretto il suo grande gesto di amore per l’umanità: sacrificare la sua vita per redimere la nostra stessa umanità.

 
 

 

 
 

 

 
 
  Comunicati...